Berna, 18 giugno 2020

Comunicato stampa

Azione contro prelievi salariali sempre più alti

I membri del Comitato interpartitico contro tasse statali sempre maggiori si oppongono a prelievi salariali sempre più alti. Davanti alla Bernexpo, dove le camere federali tengono la loro sessione estiva, spiegano perché, il 27 settembre, il congedo di paternità imposto dallo Stato deve essere respinto.

«Siamo gli unici a schierarsi a favore delle cittadine e dei cittadini. In questo capannone, durante le ultime tre settimane, il Parlamento ha deciso altre spese e oneri come, per esempio, la rendita-ponte e gli 11 miliardi di franchi per l’aiuto allo sviluppo. Anche la nuova tassa sui biglietti aerei e l’aumento di 12 centesimi della tassa sulla benzina gravano sulla popolazione. Le cifre dei disoccupati aumentano e molte persone, a lavoro ridotto, guadagnano molto meno di prima. Il portamonete dei nostri cittadini è dempre più vuoto! Metterci mano ulteriormento con il congedo paternità? Non si può!», dice Diana Gutjahr, consigliera nazionale UDC (TG) e co-presidente del comitato.

Marcel Dobler, consigliere nazionale PLR (SG) e co-presidente del comitato, sottolinea: «Più di un terzo delle aziende ha annunciato il lavoro ridotto, le cifre della disoccupazione crescono. Molte aziende sono in pericolo. PMI e aziende artigianali non si possono permettere il congedo di paternità imposto dallo Stato. Questa richiesta è totalmente fuori posto!»

«Ci troviamo nella più grave crisi economica dalla 2a guerra mondiale. Molte persone, a causa del lavoro ridotto, devono cavarsela con un minore introito», aggiunge Nicolas A. Rimoldi, Giovani liberali Lucerna, e continua: «non è accettabile tormentare ancora di più la gente imponendole ulteriori prelievi sul proprio salario duramente guadagnato, è antisociale!».

Yves Nidegger, consigliere nazionale UDC (GE) dice: «Un congedo di paternità imposto dallo Stato non sarebbe stato finanziabile già prima del coronavirus. I problemi dell’AVS, AI e cassa pensione non li abbiamo ancora risolti. A questi dobbiamo dare la priorità. Con la crisi del coronavirus, la Confederazione ha dovuto anticipare 25 miliardi di franchi alle istituzioni sociali. Un congedo di paternità finanziato dallo Stato è un lusso superfluo, perciò dico NO!».

E Susanne Brunner, consigliera comunale UDC e co-presidente del comitato referendario, sottolinea: «Abbiamo creato le assicurazioni sociali per alleviare le vere difficoltà e assicurare le esistenze, come abbiamo sperimentato durante gli scorsi mesi della pandemia di coronavirus con le indennità per il lavoro ridotto. Ora siamo di nuovo al peccato originale: una nuova assicurazione sociale dovrebbe finanziare ai padri un periodo di assistenza ai figli. È un cambio di destinazione  e un abuso del nostro sistema di assicurazioni sociali. Perciò, il 27 settembre voterò NO al congedo di paternità imposto dallo Stato.»

Il comitato registra un crescente sostegno da parte di imprese e associazioni. Oltre all’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), diverse camere di commercio e associazioni cantonali hanno già adottato la parola d’ordine NO.

Membri del co-presidio del Comitato interpartitico contro tasse statali sempre maggiori:

Susanne Brunner, presidente dell’associazione arti e mestieri di Seefeld, consigliera comunale UDC, ZH
Diana Gutjahr, vicepresidente associazione turgoviese delle arti e mestieri, consigliera nazionale UDC, TG Marco Chiesa, consigliere agli Stati UDC, TI
Hans-Jörg Bertschi, imprenditore, vicepresidente Camera di commercio e industria, AG
Marcel Dobler, imprenditore, consigliere nazionale PLR, SG,
Dr. Rolf Dörig, presidente del Consiglio d’amministrazione Swiss Life, ZH
Roland Goethe, presidente Swissmechanic, Associazione dei datori di lavoro PMI-MEM, TG
Arthur Loepfe, ex-consigliere nazionale PPD, AI
Paul Mayer, imprenditore, consigliere cantonale UDC, ZH
Michele Moor, imprenditore, PPD, TI
Christian Neuweiler, imprenditore, presidente Camera di commercio e industria Turgovia, PLR, TG
Bruno Pezzatti, ex-consigliera nazionale PLR, ZG
Nicolas A. Rimoldi, Giovani liberali, LU
Alain Schwald, presidente PLR distretto di Affoltern, ZH
Peter Spuhler, imprenditore, ex-consigliere nazionale UDC, TG

Zürich, 05. Februar 2020, Medienmitteilung

Referendum gegen den teuren Vaterschaftsurlaub rechtsgültig zustande gekommen

Die Bundeskanzlei hat mit Medienmitteilung vom 5. Februar 2020 mitgeteilt, dass das Referendum gegen den Vaterschaftsurlaub mit 54‘489 gültigen Unterschriften zustande gekommen ist.

Das „Überparteiliche Komitee gegen immer mehr staatliche Abgaben“ hat seine gesammelten Unterschriften gegen den teuren Vaterschaftsurlaub am 23. Januar bei der Bundeskanzlei eingereicht. Heute hat die Bundeskanzlei bekannt gegeben, dass das Referendum rechtsgültig zustande gekommen ist. Damit können die Stimmbürgerinnen und Stimmbürger über die Änderung vom 27. September 2019 des Bundesgesetzes über den Erwerbsersatz für Dienstleistende und bei Mutterschaft (Erwerbsersatzgesetz, EOG) an der Urne abstimmen.

Trotzdem behaupten Journalisten und Politiker aus dem linken Lager, dass die Unterschriftensammlung nicht rechtsgültig abgelaufen sei.

Das Komitee nimmt dazu wie folgt Stellung: Das überparteiliche Komitee setzt sich zusammen aus Vertretern von SVP, JSVP, Jungfreisinnigen, FDP, CVP, EDU und GLP; auch Privatpersonen, Unternehmer und Gewerbler sind im Komitee aktiv. Die Komiteemitglieder sind von diversen Organisationen und Verbänden bei der Unterschriftensammlung unterstützt worden. Die Komiteemitglieder haben in der ganzen Schweiz, auf vielen verschiedenen Kanälen Unterschriften gesammelt. Das Komitee bedauert, dass der grosse Einsatz und die vielen Stunden ehrenamtlicher Arbeit der Komiteemitglieder und aller Helfer, die Unterschriften gesammelt haben, von den Vorwürfen überschattet werden. Wer wann mit welchen Argumenten für das Referendum geworben hat, können wir verständlicherweise nicht im Einzelfall rekonstruieren. Der Referendumsbogen war klar und unübersehbar mit der Aussage „Nein zum teuren Vaterschaftsurlaub“ gekennzeichnet. Falls es in einzelnen Fällen zu unlauteren Methoden bei der Unterschriftensammlung gekommen sein sollte, distanziert sich das Komitee selbstverständlich davon.

In der Demokratie müssen wir vom mündigen Bürger ausgehen: Die Bürgerinnen und Bürger wissen, was sie unterschreiben. Auch bei Wahlen und Abstimmungen vertrauen wir auf die Urteilsfähigkeit des Souveräns. Wir freuen uns deshalb, dass der teure Vaterschaftsurlaub nun von den Stimmbürgerinnen und Stimmbürgern an der Urne beurteilt werden kann.

Die vor allem von linker Seite vorgetragenen Verunglimpfungen gegen das Referendum zeigen, dass die Linke Angst vor einem Abstimmungskampf und dem Votum der Schweizerinnen und Schweizer hat. Diese lassen sich nicht von Behauptungen und Vorwürfen einschüchtern, sondern entscheiden vor allem nach sachlichen Aspekten. Und hier hat das Referendum die besseren Argumente auf seiner Seite: Der teure Vaterschaftsurlaub führt zu mehr Lohnabzügen, die die Mehrheit der Schweizer Stimmbürger nicht befürworten wird.


Comunicato stampa della cancelleria federale

Modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno (congedo di paternità): referendum riuscito

Berna, 05.02.2020 – Il referendum contro il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia» è riuscito.

54 489 delle 55 120 firme presentate il 23 gennaio 2020 contro la modifica del 27 settembre 2019 della legge federale sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternità (Legge sulle indennità di perdita di guadagno, LIPG) sono valide. Il referendum è dunque formalmente riuscito.

Azione contro prelievi salariali sempre più alti

30.06.20|Media|

I membri del Comitato interpartitico contro tasse statali sempre maggiori si oppongono a prelievi salariali sempre più alti. Davanti alla Bernexpo, dove le camere federali tengono la loro sessione estiva, spiegano perché, il 27 settembre, il congedo di paternità imposto dallo Stato deve essere respinto.